e rispettoso nei confronti del prete, mentre Concettino non si accorge che con le sue parole, da uomo politico, offende la coscienza di Don Benedetto.
Parlano anche di Pietro Spina che è stato l’allievo preferito di Don Benedetto.
Un mattino il dottore Nunzio Sacca viene chiamato al letto di un malato di Cardile Mulazzi. Questo è un suo vecchio amico a cui confida il presentimento di morire e il dottore gli suggerisce di curarsi in un posto adatto. Nunzio lo aiuto per trovare questo posto. Pietro deve diventare Don Paolo. Nell’albergo dove fanno la pausa per una notte, lui è l’ultima possibilità di Bianchina e lui la aiuta. Dopo prosegue a Pietrasecca dove sosta alla locanda di Matalena Riccotta. Don Paolo ha la propria camera con un enorme letto che occupa quasi tutto l’ambiente.
Una sera Don Paolo fa la conoscienza di Cristina Colarmatini la quale è una amica di Bianchina. Un giorno Bianchina viene a ringraziare Don Paolo per il suo aiuto. Lei offre a Don Paolo la sua disponibilità in qualsiasi cosa lui volesse.
Questa gli racconta del suo ragazzo Alberto, il fratello di Cristina, e che il padre non era daccordo al loro rapporto.
Don Paolo dice che lei deve portare una lettera a Roma.
Successivamente va a Roma. Da Roma lei manda una lettera a Don Paolo e lui decide di raggiungerla. Prima fa conoscienza degli uomini del villagio. Don Paolo capisce che gli uomini di quel villaggio non sono interessati alla politica, perchè lui punta soltanto al miglioramento della loro stile di vita. Il giorno dopo Don Paolo si dirige a Roma. Prima va all’albergo di Berenice, la madre di Bianchina, con il padre di Alberto. Ma il padre di Alberto ritorna indietro, perché non vuole vedere Berenice o Bianchina. Don Benedetto incontra Cardile e gli comunica che voleva parlare con Nunzio, questo glielo sconsiglia. Intano Bianchina ritorna al villagio e porta con se una lettera con cattive notizie. Poi Don Paolo va a Roma dove lui diventa nuovamente Pietro Spada ancora. A Roma soggiorna a casa di un amico e incontra Romeo, il figlio del medico, e parlano. Dopo va a Battipaglia, il capo del gruppo, e Battipaglia da a Pietro il nuovo passaporto per Romeo. Nella discussione con il capogruppo si notano diverse opinioni nella politica che loro manifestano.
Mentre Battipaglia vuola la maggioranza, Pietro estende la sua politica anche alle categorie più povere. Il giorno dopo incontra di nuovo Romeo e gli da il passaporto. Prima che ritorni, deve trovare amici per la rivoluzione. Lui cerca Murica e va a casa di Annina. Annina racconta che cosa è successo e come lei vuole aiutare Murica. Annina dice che deve cercarlo a Rocca dei Marsi. Dopo lui ritorna a Fossa dove c’è una festa per la guerra. Don Paolo dice a Bianchina che deve andare a Rocca dei Marsi e cercare Murica e deve dirle che un amico
vuole parlare con lui. È una grande Festa per la guerra, ma Don Paolo non piace. Lui chiede ai contadini e a Magascia se hanno capito che cosa è successo, ma dicono che succede anche se non capiscono. Dopo Don Paolo va nelle strade e scrive con carbone sulle mura “Viva la libertà” e “Abasso la guerra”.
Incontra anche Pompeo e gli parla, ma hanno diverse opinioni. Dopo lui va a letto e Bianchina lo raggiunge, e dice che Murica non vuole parlargli. Il giorno dopo viene Bianchina e dice che tutti parlano delle cose che sono scritte sulle mura.
Dopo Don Paolo chiede a Don Benedetto se può aiutarlo e lui lo aiuta. Murica e Pietro vengono invitati e possono parlare. Murica racconta che ha anche lavorato per la polizia nonostante lavorasse per il partito. Pietro lo aiuta a rivedere Annina e per parlarle e Murica vuole aiutarlo nella rivoluzione. Un giorno Murica viene incarcerato Don Paolo va a casa sua, ma Murica è morto. Annina e i genitori sono a casa con molti amici. Il padre dice che è il vino e il pane che mangiano è stao fatto da Muria e tutti dovrebbero lavorare come il suo figlio. Bianchina raggiunge e dice a Pietro che deve fuggire perché la polizia lo sta cercando. Lui ritorna all’albergo per bruciare le carte i documenti importanti e decide di scompari.
Il libro Vino e Pane viene narrato nel periodo fascista, ma non solo.Tratta anche le reazioni della gente e l’ambiente di quel tempo. Pietro Spada o Don Paolo è un'uomo forte che non nasconde le sue paure.
Lui ha paura che in questo mondo non ci sia giustizia e che tutte le persone siano condizionate da questo metodo di vita.
Scopre che tutti i partiti hanno lo stesso scopo, cercano la maggioranza e non combattono per i loro reali principi. Pietro si illude che anche il partito socialista creda nella giustizia come lui ha sempre fatto, ma si accorge che si sbagliava. Il libro sa raccontare senza difficoltà i vari pensieri della gente. La parte che reputo più importante e quella dove Magascia dice: "che c'è da capire? Le cose vanno per conto loro, se capisci o se non capisci!" Perchè mostra quello alcune tipo di persone pensano realmente della guerra. Pietro vuole lottare per quello che gli appariva giusto, quello che gli aveva insegnato Don Benedetto, una persona importante in questo libro dove segna l'inizio e la fine della storia.
Prima che avessi letto questo libro pensavo che “Vino e Pane”, significavano la comunione, e dopo averlo letto so che è simile e la situazione dove il padre parla del suo figlio,Murica, ho capito che lo scrittore voleva mostrare molte similitudini con la comunione.
Mi è piaciuta la storia e penso che lo scrittore ha trasportato parte della sua vita in questo libro. Questo è scritto per i politici , ma sopratutto per farli riflettere sulle loro azioni. Non
capendo che con le loro azioni negative possono influenzare le persone deboli che li seguono nella speranza di un miglioramento.
Mi è piaciuta il prete, perché penso che lui è la conclusione della storia per me. Lui ha insegnato a Pietro che si deve aiutare e si deve lottare per quello che gli appariva giusto e vero.
Bianchina mi non è piaciuta, perché manca la sua storia e perchè lei é parte della storia. La lingua del libro non era difficile, ma non ho capito la parte dove Bianchina deve morire e perché Pietro lei ha salvato.
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Nadja Wiltschnig, 2000, Vino e pane, München, GRIN Verlag GmbH
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