Come parlano i giovani italiani? - La rappresentazione pratica e teorica
della lingua dei giovani (Wie unterhalten sich die jungen Italiener -
theoretische und praktische Darstellung der Jugendsprache)
von: Justyna Wieczorek-Hecker
INDICE
INTRODUZIONE 3
1. DESCRIZIONE DELLA LINGUA DEI GIOVANI NELLA LINGUISTICA ITALIANA 3
I giovani di ieri e di oggi 3
Le varietà di lingua 4
Definizione e status del LG nella linguistica 6
Funzioni del LG 7
Componenti del LG 8
Linguaggio scritto giovanile 12
II. IL LESSICO GIOVANILE IN AMBIENTE ROMANO 15
Ricerca del LG online 15
Le analisi pratiche del lessico giovanile in ambiente romano 17
RIASSUNTO 21
BIBLIOGRAFIA 23
INTRODUZIONE
La dissertazione tratta dell’argomento: Come parlano i giovani italiani? Il trattato è costituito da due parti: una parte teorica e una parte pratica. La prima parte tratta della lingua dei giovani in Italia, del suo sviluppo, delle componenti del linguaggio giovanile e in fine delle funzioni e dei caratteri generali di questa varietà. In particolare pone l’accento sulla componente costituita dai prestiti da lingue straniere. La seconda parte tratta della ricerca sulla lingua dei giovani in internet e in chiusura vengono rappresentate le analisi pratiche del lessico giovanile romanesco, supportate da vari esempi.
1. DESCRIZIONE DELLA LINGUA DEI GIOVANI NELLA LINGUISTICA ITALIANA
I giovani di ieri e di oggi
La società attuale, influenzata dal processo di industrializzazione e dalle sue conseguenze culturali e comportamentali, ha notevolmente modificato il tipo di rapporti interpersonali. Il mondo dei giovani del passato era influenzato dalla famiglia, dalla scuola e dalle altre istituzioni che ora hanno perso la loro efficacia e capacità di controllo e di orientamento. Se in un passato neanche troppo lontano, pre-sessantottesco, la realtà dei ragazzi era marginale, come una fase di passaggio in cui a loro non si chiedeva altro che di diventare adulti, adesso il mondo giovanile acquista sempre piú importanza. Con sport, musica, look e ogni altro tipo di consumo, i giovani sono i protagonisti indiscussi della scena. “Il cammino delle giovani generazioni alla ricerca di sè, della propria identità, della propria collocazione adulta, è più lento e più articolato di quanto fosse in passato.” (Banfi 1994, p. 153)
Oggi altre istituzioni impongono modelli di comportamento per i giovani. Da un lato, come rileva più avanti Emanuele Banfi, influiscono modelli di aggregazione “locali”, caratterizzati dal modo di vita dei sub-gruppi in cui si organizzano tra loro i giovani. Dall’altro i giovani sono condizionati contemporaneamente da potentissime macro-centrali formative del gusto giovanile, diffuse tramite i mass media. La musica, i video, le mode, gli stili di vita viaggiano spesso da una nazione all´altra, creando cosí non solo una centrale di modelli a carattere internazionale, ma anche una fitta rete di scambi culturali che mettono in comunicazione luoghi anche molto lontani tra di loro.
A proposito del variare di usi e tratti della lingua in relazione alle classe di età, generalmente si può anche sostenere che gli anziani sono tendenzialmente conservativi e usano forme ritenute arcaiche, mentre i giovani sono tendenzialmente innovativi e usano forme ritenute moderne.
Le varietà di lingua
Innanzitutto è importante descrivere le fondamentali classi di varietà esistenti all’interno di una lingua. Secondo Berruto (1980, p. 26-31) tali classi si individuano riconducendole a quattro fondamentali fattori che influenzano gli usi diversi della lingua, vale a dire il tempo, lo spazio, le classi sociali e le situazioni comunicative.
La prima classe di varietà concerne le diverse fasi di evoluzione di una lingua, il suo trasformarsi nel tempo. Nella linguistica si parla in tal caso di varietà diacroniche, quindi considerate nel loro sviluppo storico.
La seconda classe di varietà riguarda le diversificazioni a cui una lingua è soggetta in base all’origine e alla distribuzione geografica dei parlanti e viene chiamata varietà geografica o diatopica di lingua.
Nel caso in cui la lingua sia determinata dal gruppo sociale degli utenti, in terminologia linguistica si parla di varietà diastratiche o sociali. Dunque questa classe di varietà concerne “i diversi aspetti d’uso che una lingua assume a seconda della provenienza e collocazione sociale e culturale dei parlanti e delle diverse caratteristiche che questi presentano rispetto a parametri socialmente pertinenti.” (Berruto 1980, p. 28)
L’ultima classe di varietà concerne le modalità diverse di uso della lingua che si realizzano a seconda della diversità delle situazioni in cui i parlanti si trovano a usare la lingua, e in tal caso si parla delle varietà situazionali o varietà contestuali o varietà diafasiche. Dunque “le varità contestuali dipendono dal mutamento del contesto in cui si usa la lingua, (…) il loro impiego è legato alla situazione in cui avviene la comunicazione e alla funzione che essa assolve. La dimensione diafasica riguarda i singoli parlanti, i diversi momenti di produzione di atti linguistici, la modalità espressiva e il grado di formalità, è strettamente connessa con la soggettività e il livello di competenza linguistica.” (Coveri 1998, p. 131)
[...]
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Magister Justyna Wieczorek-Hecker, 2003, Come parlano i giovani italiani? - La rappresentazione pratica e teorica della lingua dei giovani, München, GRIN Verlag GmbH
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